L’A.N.F.T. è tra i partner prescelti  nella conduzione del XX congresso nazionale  della SIMSpe Onlus  che si terrà a Milano dal 3 al 4 ottobre 2019. 

 

Comunicato Stampa

L’ANFT (Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento) con il presente comunicato esprime profonda solidarietà e vicinanza ai colleghi della Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa lavoro di Vasto, brutalmente aggrediti nelle scorse ore da un internato affetto da problemi psichiatrici.

Purtroppo, episodi come quello di Vasto, da tempo rappresentano la quotidianità lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria e dei Funzionari Giuridico-Pedagogici, sempre più oggetto di insulti, aggressioni fisiche e verbali nonché minacce più o meno velate da parte della popolazione detenuta.

Si tratta di eventi che gettano un’ombra inquietante sulla sicurezza degli operatori penitenziari (appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria e Funzionari Giuridico-Pedagogici) e sulla possibilità di svolgere in condizioni accettabili il delicato compito istituzionale assegnato al personale che opera all’interno dei reparti ed interagisce con l’utenza penitenziaria.

L’ANFT, nel ribadire la propria solidarietà ai colleghi della Polizia Penitenziaria, rende noto sin d’ora che non mancherà di intraprendere tutte le iniziative, nelle piazze, nelle opportune sedi istituzionali ed innanzi all’opinione pubblica, per la difesa ed il sostegno di tutti gli operatori penitenziari che, in ragione delle significative difficoltà che discendono da un lavoro significativamente usurante e pericoloso per l’incolumità fisica, in quanto a contatto con l’utenza intramuraria e scaturigine di responsabilità di diverso tipo, vivono condizioni di lavoro sempre più difficili per nulla compensate da specifico riconoscimento giuridico ed economico.

Non è tollerabile che fedeli servitori dello Stato, che operano per il raggiungimento di fini così importanti per lo Stato stesso, quali la rieducazione del reo e la sicurezza della cittadinanza tutta, debbano quotidianamente operare in contesti in cui è a rischio continuo l’incolumità degli stessi e nessun riconoscimento viene operato.

Caltanissetta 28.06.2019

Il Presidente A.N.F.T.

Stefano Graffagnino

L’Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento è tra i partner di un workshop internazionale organizzato dall’università di Sassari. Ulteriore riconoscimento alla categoria dei funzionari giuridici pedagogici operanti nei penitenziari italiani.

 

Nota di ringraziamento

 

Al Sig. Sottosegretario di Stato alla  Giustizia
On. Vittorio Ferraresi

 

Al Sig. Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria
Presidente Dott. Francesco Basentini

 

Con riferimento ai contenuti dell’interlocuzione avvenuta in data di ieri con la S.E. e con il Sig. Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, questa Associazione esprime profondo apprezzamento per la disponibilità e l’interesse manifestati verso la nostra categoria e ribadisce quanto sia necessario il varo della nostra proposta al fine di:

  • eliminare le criticità dell’attuale assetto organizzativo del personale che producono negative refluenze sul perseguimento della mission istituzionale;
  • contestualmente remunerare adeguatamente tutte quelle caratteristiche della nostra attività professionale che ne fanno un lavoro indiscutibilmente usurante.

Fiduciosi di un Vs. interesse a segnare una funzionale svolta epocale nell’esecuzione penale intramuraria come da noi auspicato, si rimane disponibili ad ogni contributo e confronto.

Con deferenza.

Lì 22.01.2019

Il Presidente A.N.F.T.
Stefano Graffagnino

L’ANFT ESPRIME SOLIDARIETA’ AI POLIZIOTTI PENITENZIARI AGGREDITI E DENUNCIA INGRAVESCENZA DI TENSIONE ALL’INTERNO DEGLI ISTITUTI

L’ANFT (Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento) con il presente comunicato intende esprimere solidarietà ai Poliziotti Penitenziari di recente colpiti degli ennesimi episodi di aggressione fisica perpetrati negli Istituti di Vasto e Bellizzi Irpino.

I dati statistici, che indicano chiaramente un trend ascendente delle aggressioni alle varie figure professionali operanti all’interno degli Istituti di pena rispetto all’anno solare 2017, non fanno che confermare quanto segnalato da molti iscritti all’Associazione. Le carenze organiche, il venir meno di una presenza apprezzabile dei funzionari del servizio sociale nelle strutture, la sempre maggiore presenza di detenuti con problematiche psichiatriche negli Istituti, sono solo alcuni dei fattori che stanno contribuendo ad un allarmante  clima di tensione all’interno delle strutture penitenziarie  e mettono a repentaglio l’incolumità personale delle figure professionali che operano  “in prima linea” .

L’ANFT, nel ribadire la propria solidarietà alle unità di Polizia Penitenziaria aggredite, auspica che vengano adottate soluzioni idonee ad un ottimale svolgimento del mandato istituzionale dei vari operatori penitenziari, prevenendo così episodi più gravi di quelli registrati finora.

Caltanissetta Lì 01.12.2018

Il Presidente A.N.F.T.
Stefano Graffagnino

SUICIDIO AL PAGLIARELLI – SCONCERTO DELL’A.N.F.T. PER UN COMMENTO SU RIVISTA ON LINE

Nei giorni scorsi un giovane (ventinovenne)  ha perso la vita per suicidio presso la C.C. Pagliarelli e, come accade alle persone  che si occupano della cura di soggetti portatori di disagio, gli operatori in servizio presso la struttura già citata sono stati investiti da un doloroso carico emotivo.

Pare opportuno, in questa tragica circostanza, stigmatizzare alcuni sconcertanti commenti sulle professionalità operanti in carcere, a firma di un esponente siciliano dell’associazione “Antigone”.

Si attribuisce agli stessi la percezione della perdita della vita di un soggetto portatore di disturbi psichiatrici come “un fastidio in meno” (sic).

Ci chiediamo il perché  di tali affermazioni pesantemente infamanti. Esse gettano un’ombra sulle professionalità operanti presso la Casa Circondariale Palermo-Pagliarelli quando, invece, sarebbe stato opportuno interrogarsi in merito alla scelta di sopprimere gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari senza allestire strutture territoriali idonee a far fronte al trattamento del disagio psichico con pericolosità sociale.

Eppure è nota l’ingravescenza del disagio psichico in carcere, anche a seguito della soppressione degli O.P.G.

Ciò ha causato inevitabilmente, per  tutti gli operatori penitenziari, tra cui i funzionari giuridico-pedagogici,  una sovraesposizione in termini di responsabilità ed un pesante aggravamento del carico emotivo connesso all’espletamento dei compiti di propria competenza.

E’ opportuno evidenziare che, particolarmente   in occasione di eventi critici all’interno delle carceri, il Ministero della Giustizia non tralascia di porre sotto la lente d’ingrandimento tutti gli interventi degli operatori di riferimento e si registrano, in alcuni casi,  anche aperture di procedimenti penali a carico di tali operatori.

A differenza di quanto sostenuto da qualcuno e non si comprende sulla base di quali elementi, gli operatori penitenziari attendono con scrupolo e grande senso di umanità alla rilevazione dei bisogni dei soggetti ristretti, alla cura degli stessi ed all’approntamento degli interventi più idonei.

Non sono tuttavia   infallibili, non hanno la “sfera di cristallo”.

Ma non pare che sia questo in discussione.

Viene piuttosto chiesto di accertare  le responsabilità degli operatori rispetto ad un evento tragico come il suicidio, come se necessariamente ogni suicidio in carcere fosse ascrivibile a  negligenza, imprudenza od imperizia di qualche operatore.

Va soggiunto altresì che spesso gli autori di simili gesti non lasciano trasparire alcun segnale sintomatico che possa far presagire la decisione di porre fine alla propria vita.

L’Associazione Nazionale Funzionari del Trattamento (A.N.F.T.) dunque, manifesta il proprio sconcerto per i contenuti dell’articolo suddetto, pubblicato in data 07/11/2018 sulla rivista “Ristretti Orizzonti”, particolarmente offensivi sotto l’aspetto umano e professionale degli operatori penitenziari.

Tiene a ribadire con forza, quale gruppo di  addetti ai lavori, che, al fine di favorire una migliore  circolarità delle  informazioni afferenti agli utenti ed alle dinamiche  intramurarie  e rendere più proficuo il processo di osservazione della personalità delle persone ristrette negli Istituti Penitenziari e, quindi,  favorire l’ effettività della funzione rieducativa della pena, la necessità di procedere ad una razionalizzazione dell’assetto organizzativo del personale che cura l’osservazione ed il trattamento dei soggetti ristretti  in carcere.

Ringrazia, in ultimo, per la dedizione con cui assolvono il loro mandato istituzionale, gli operatori penitenziari e tra questi i Funzionari Giuridico-Pedagogici, garanti per eccellenza dei diritti dei detenuti. Non, invece, persone che rifuggono dai propri doveri come implicitamete affermato nell’articolo del quale si chiede all’autore, con cortese urgenza, un’opportuna rettifica.

Caltanissetta 07/11/2018

Il Presidente A.N.F.T.

Stefano Graffagnino

L’intera Associazione si sente in lutto per la perdita di un collega tanto prezioso, amato e stimato che ricorderà sempre come un modello di professionalità ed umanità cui tendere nel difficile compito rieducativo. Alla famiglia Scala vogliamo, pertanto, rivolgere un saluto affettuoso e la vicinanza più sentita nel dolore di questo momento.